Le peggiori sofferenze del popolo rumeno furono inflitte dal tiranno Nicolae Ceaușescu nei 24 anni di potere (1965-1989). Lo scoppio della rivolta prese piede a Timisoara propagandosi velocemente in tutto il Paese, non senza perdite umane tra i rivoltosi. La sanguinosa repressione portò la città ad essere chiamata “Oraș Martir” (città martire), nonché la “Prima città libera”.
Timisoara fu molto conosciuta in passato per il suo essere all’avanguardia: a fine ‘800 fu la prima in Europa ad introdurre i lampioni elettrici e la seconda a trainare i tram con cavalli. Oggi continua ad essere moderna e culturalmente vivace, soprattutto perché nel 2021 è stata scelta come capitale culturale europea assieme a Elefsina (Grecia) e Novi Sad (Serbia).
Crișana, l’altra regione storica della Romania, è un territorio di pianura attraversato da “fiumi d’oro” che portano il nome di Criș con tre differenti aggiunte: Bianco, Nero, Veloce per onorare con il loro toponimo tre fratelli cercatori d’oro, secondo il racconto tramandato da generazione in generazione.
Oradea e Arad sono due bellissime città di pianura, luoghi naturali di grande fascino, che si sono sviluppate durante i secoli anche grazie alla presenza di fonti d’acqua termale, informazione che non sfuggì nemmeno ai romani.
Attraversata dal fiume Crișul Repede, Oradea fu conosciuta in origine con il suo nome latino di Varadinum e deve il suo sviluppo ai Rumeni, agli Ungheresi, ai Turchi e agli Austriaci. Il carattere della città richiama in maniera significativa il periodo di sovranità austroungarica, impronta facilmente riscontrabile nel centro storico dove gli importanti esempi di architettura la iscrive nella Rete Europea della città dell’Art Nouveau, accanto a città europee come Barcellona, Budapest, Vienna, Bruxelles ed Helsinki, attribuendole un mix esotico di culture sorprendente.